Installazione video

 Nel 2016 Mattia Mura  realizzato  tre video installazioni per Labirinto  Festival, un festival di arti performative a Roma. 

Volo di pietra 260

La guerra è ciclica, si autoperpetua, è brutale, nascosta, confusa, la guerra è un'istituzione, un'emulazione di un'idea eterna di guerra che è fuori dal tempo, ma che si arricchisce di nuove sfumature dopo ogni vera guerra.  

Stone Flight 260 cerca di dire qualcosa  un gioco narrativo che sviluppa, definisce e analizza questi concetti attraverso i simboli.

Con Antonio Carboni Testo Dario Cassanmagnago Un ringraziamento speciale Ottavio Mura, Marco Vannuzzi

blankcry - dedicato al PPP

Dal novembre 1975 Pasolini è un cadavere su cui il frastuono delle chiacchiere e il silenzio dello Stato hanno posto un velo di pietra. Un urlo vuoto prepara un terribile momento di disperazione per 40 minuti, così come dopo 40 anni l'anniversario della morte di PPP ci ha chiamato a ricordare che i poeti dovrebbero spargere l'anima nelle parole, non il sangue nelle strade.
Blanckry è una video installazione di Mattia Mura presentata al Festival Volterra Teatro 2015, sperando che il grido muto e infinito di Anna Magnani possa essere interrotto con la verità.

Sinestesia Disarmonica Nr.1

Sinestesia Disarmonica No.1 è un esperimento visivo che prende spunto dalla ricerca del rapporto tra suono e colore fatta fin dagli albori dell'umanità. L'esperimento si concentra su un uso disarmonico della musica, ritagliando nella ricerca ogni rapporto tra armonia e colore per concentrarsi esclusivamente sulle note, seguendo le teorie sviluppate dal compositore Alexander Nikolayevich Scriabin durante la sua vita, tali da portare alla creazione di un sinfonia pensata per luce e orchestra, intitolata Prometeo - poema del fuoco , eseguita per la prima volta nel 1911. Il percorso di ricerca tra note e colori genera effetti inaspettati nella contemplazione, e mostra una forma di consistenza solo nella comunione tra note e colori. In questo primo esperimento, la ricerca punta sulla velocità per trovare quel fiore sommerso che racchiude l'unità dietro la molteplicità, lasciando spazio a un intero giardino ancora da scoprire.